Malavaxia 2026 un grande successo di pubblico per la XV edizione

Tre giornate tra degustazioni, cultura e spettacoli hanno animato le case campidanesi e le vie del paese. Vincenzo Porru vince il concorso “Malvasia d’eccellenza”, seguito da Antonello Cabiddu e Davide Pili. Filippo Pistis e Andrea Sanna conquistano il torneo di biliardino “La Rete della Malvasia”.

Un afflusso di pubblico eccezionale nelle tre giornate, le case campidanesi aperte all’incontro, i magasinusu protagonisti delle degustazioni e un paese capace di trasformare il proprio patrimonio in un’esperienza condivisa. Si è conclusa con un grande successo la quindicesima edizione di Malavaxia – Festival della Malvasia, che dal 16 al 18 ottobre 2026 ha animato Settimo San Pietro, confermandosi un grande evento dedicato al vino, alla cultura e alle tradizioni locali.

La Malvasia è stata il filo conduttore di un programma che ha intrecciato il lavoro dei produttori con la gastronomia, le visite culturali, la musica e lo spettacolo. L’eccezionale partecipazione ha accompagnato l’intero fine settimana, dando forza a una manifestazione capace di coinvolgere generazioni diverse e di richiamare il pubblico attraverso la varietà delle esperienze proposte.

Entrare nelle case storiche, conoscere le produzioni locali, scoprire l’abito tradizionale e il patrimonio religioso, ritrovarsi a tavola e condividere i momenti di festa: Malavaxia ha fatto dell’accoglienza il proprio tratto distintivo. Determinante il contributo delle associazioni di Settimo San Pietro, che insieme ai produttori e alle altre realtà coinvolte hanno reso possibile un percorso diffuso nel cuore della comunità.

«Si è conclusa una grande manifestazione, che ha saputo valorizzare la Malvasia e raccontare la ricchezza culturale di Settimo San Pietro – dichiara Chiara Fanni, assessora alla Cultura e Tradizioni popolari –. Questa edizione 2026 ci lascia una grande soddisfazione anche per l’offerta culturale proposta: l’apertura delle case campidanesi e dei magasinusu, la visita al Museo dell’abito tradizionale, la mostra di oggetti sacri, il gruppo Balla Sardigna e le maschere Is Cerbus hanno permesso di conoscere aspetti diversi della nostra identità. Abbiamo voluto accompagnare le degustazioni con occasioni di scoperta dei luoghi, della storia e delle espressioni della cultura popolare. È un risultato costruito insieme, grazie all’impegno delle associazioni, dei produttori e di tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita del festival. A loro e al pubblico va il nostro ringraziamento. Continueremo a lavorare perché la valorizzazione delle nostre eccellenze cammini insieme alla crescita dell’offerta culturale e al coinvolgimento delle nuove generazioni».

“Malvasia d’eccellenza”: Vincenzo Porru conquista il primo posto

Ad aprire il festival, venerdì a Casa Dessy, è stato il concorso “Malvasia d’eccellenza”, appuntamento centrale per la valorizzazione delle produzioni locali. Le degustazioni condotte da sommelier, enologi e critici enogastronomici hanno posto l’attenzione sulle caratteristiche dei vini in gara, valutandone profumi, sapori ed equilibrio.

Il concorso ha acceso i riflettori sul lavoro dei produttori e sulla cura necessaria per custodire e interpretare la tradizione della Malvasia. La proclamazione, sabato sera, ha assegnato il primo posto a Vincenzo Porru, tornato sul gradino più alto del podio dopo i risultati già ottenuti. Secondo classificato Antonello Cabiddu, terzo Davide Pili: un podio che ha riportato al centro della festa la qualità del vino e l’impegno di chi lo produce.

La Malvasia incontra la miscelazione con Cristian Mura

La serata inaugurale ha affiancato al concorso una lettura contemporanea del vino simbolo della manifestazione. Con la Malvasia Cocktail Experience, Cristian Mura di Matilde Cocktails Emporium ha esplorato le possibilità della Malvasia nella miscelazione, proponendo cocktail d’autore e nuove combinazioni.

Un’esperienza che ha ampliato il racconto del prodotto, accompagnando la degustazione tradizionale con la ricerca di abbinamenti e interpretazioni capaci di mostrarne la versatilità. La Malvasia è diventata così anche terreno di sperimentazione, mantenendo il legame con la propria origine e aprendosi a nuovi modi di consumo.

Case campidanesi e magasinusu, il cuore di un festival diffuso

Sabato, l’apertura delle antiche case campidanesi e dei magasinusu ha portato il pubblico nei luoghi più rappresentativi della manifestazione. Cortili e ambienti storici hanno accolto il percorso delle degustazioni, offrendo la possibilità di conoscere le diverse espressioni della Malvasia negli spazi che ne custodiscono la memoria.

L’eccezionale affluenza delle tre giornate ha trovato in questo itinerario uno dei suoi principali punti di richiamo: il vino, gli ambienti della tradizione e l’incontro con le persone hanno composto un’esperienza capace di raccontare il paese attraverso il suo patrimonio.

Fondamentale il lavoro delle associazioni locali, che hanno curato l’accoglienza e le specialità gastronomiche. Il loro impegno ha unito le degustazioni alla cucina del territorio, dando valore ai sapori e alle persone che ne tramandano la conoscenza.

Il mercato, le attività per bambini e la musica di Balla Sardigna

Nelle vie cittadine, il Mercato dei sapori e tradizioni locali ha arricchito il percorso con prodotti tipici e artigianato artistico. Accanto al vino, la manifestazione ha dato visibilità alle altre espressioni del saper fare del territorio, ampliando le occasioni di scoperta.

L’animazione per bambini in piazza Gramsci ha riservato uno spazio ai più piccoli e alle famiglie, contribuendo a rendere il festival un appuntamento aperto a pubblici diversi. Il gruppo Balla Sardigna ha accompagnato la serata nelle vie del paese, portando musica e cultura popolare tra i luoghi della festa.

Le visite culturali tra abito tradizionale e patrimonio religioso

La valorizzazione culturale ha avuto un ruolo centrale nel programma. Domenica mattina, la visita al Museo dell’abito tradizionale di Casa Ligas-Uda ha offerto al pubblico l’opportunità di approfondire una parte importante dell’identità di Settimo San Pietro, collegando la manifestazione alla storia della comunità e al suo patrimonio etnografico.

Durante il fine settimana, la mostra di oggetti sacri nell’Oratorio parrocchiale della Parrocchia San Pietro Apostolo ha completato il percorso di visita. L’apertura ha permesso di conoscere il patrimonio custodito dalla parrocchia e di avvicinarsi alla memoria religiosa del paese, aggiungendo un ulteriore motivo di interesse all’offerta del festival.

Biliardino, motori e convivialità: i protagonisti della domenica

Le finali del torneo di calcio balilla “La Rete della Malvasia” hanno aperto la giornata conclusiva all’insegna del gioco e della socialità. A conquistare la vittoria sono stati Filippo Pistis e Andrea Sanna, vincitori di un appuntamento che ha inserito anche la dimensione ludica e della partecipazione nel programma di Malavaxia.

Il raduno di auto e moto d’epoca lungo via Gramsci ha aggiunto un altro elemento di richiamo, affiancando alle proposte del festival la passione per i mezzi storici.

Il pranzo nei magasinusu, curato dalle associazioni locali, ha riportato al centro la convivialità. Le proposte a base di prodotti tipici hanno dato continuità al percorso gastronomico del sabato, trasformando la tavola in uno spazio di incontro tra comunità e visitatori. Nel pomeriggio, Casa Dessy ha ospitato la premiazione del concorso “La mia Festa della Malvasia”, aggiungendo un ulteriore momento di condivisione alla giornata conclusiva.

Is Cerbus e il gran finale con Pippo Palmieri

La sfilata delle maschere Is Cerbus ha portato nelle vie cittadine un altro momento significativo dedicato alle tradizioni popolari. La loro presenza ha completato un percorso culturale che, nell’arco del fine settimana, ha attraversato luoghi, musica, abiti e rappresentazioni della memoria collettiva.

La conclusione è stata affidata a Pippo Palmieri, direttamente dallo Zoo di 105, e al party dedicato alla musica degli anni Novanta e Duemila. Un finale di festa per un’edizione che ha saputo costruire attorno alla Malvasia un’offerta ampia e riconoscibile, accompagnata da un’eccezionale partecipazione di pubblico.

Malavaxia 2026 consegna così il bilancio di un grande evento, capace di valorizzare insieme il vino, il patrimonio locale e la forza della comunità: tre giornate nelle quali produttori, associazioni e luoghi della tradizione sono diventati protagonisti dell’accoglienza e della promozione di Settimo San Pietro.

La manifestazione è promossa dal Comune di Settimo San Pietro, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, e organizzata dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.