Migliaia di visitatori, un afflusso importante e continuo per tutto il fine settimana, operatori soddisfatti e un paese che per tre giorni si è vestito a festa, aprendo 58 Cortes e animando vie, piazze e spazi pubblici con artigianato, produzioni locali, enogastronomia, musica e tradizioni. Si è chiusa così a Oliena l’edizione del trentennale di Cortes Apertas, in un clima che ha ricordato le stagioni di maggiore partecipazione della manifestazione.
Un anniversario che il Comune di Oliena ha scelto però di non leggere soltanto attraverso l’affluenza. Il bilancio guarda già oltre le giornate appena trascorse: la sfida è fare in modo che l’interesse generato da Cortes Apertas non si esaurisca con la chiusura dei cortili, ma produca ritorni, relazioni e nuove opportunità per il territorio durante tutto l’anno.
«Grazie a mesi di programmazione e lavoro, agli incontri preparatori con gli operatori e alle importanti risorse messe a disposizione, il trentennale di Cortes Apertas è stato un grande successo, con una partecipazione straordinaria e operatori soddisfatti. Sono certo che sia stata una delle migliori edizioni organizzate dalla nostra amministrazione e questo ci riempie di orgoglio», sottolinea Guglielmo Puligheddu. «La presenza dei fratelli catalani di Oliana ha dato all’edizione un valore ancora più speciale. Meglio di così non avremmo potuto chiedere».
Il riscontro degli operatori restituisce una manifestazione nella quale alla presenza del pubblico si è accompagnato un forte interesse verso le produzioni del territorio. Nelle Cortes, accanto all’enogastronomia, hanno trovato spazio gli artigiani, le lavorazioni dal vivo e i saperi tradizionali, elementi che continuano a rappresentare una parte essenziale dell’identità della manifestazione. Il visitatore non ha incontrato soltanto prodotti, ma le persone che li realizzano, i gesti del lavoro e conoscenze tramandate nel tempo.
È proprio nell’apertura di una corte, prima ancora che nell’esposizione di un prodotto, che continua a riconoscersi il significato originario di Cortes Apertas. Trent’anni dopo la prima esperienza del 1996, Oliena ha nuovamente aperto cortili, case e spazi normalmente privati trasformandoli in luoghi d’incontro tra la comunità e chi arriva nel paese. Un principio che nel trentennale ha riportato al centro uno dei caratteri fondanti della manifestazione: l’accoglienza.
A darle un significato ulteriore è stata la presenza della delegazione di Oliana, la comunità catalana legata a Oliena dal gemellaggio formalizzato nel 2018. Gemellaggio e trentennale sono stati, dunque, due progetti sui quali l’amministrazione ha lavorato parallelamente durante l’anno e che nei giorni della manifestazione hanno finito per incontrarsi nelle strade, nelle Cortes e nelle piazze del paese.
«Il gemellaggio con Oliana rappresenta un importante esempio di collaborazione istituzionale capace di tradursi in un concreto scambio culturale e sociale tra comunità», spiega Annarita Magrini. «Il progetto, realizzato grazie al contributo dell’Unione Europea e della Regione Sardegna, ci ha consentito di consolidare e rafforzare un rapporto che va oltre la dimensione istituzionale, coinvolgendo cittadini, associazioni, giovani e famiglie. Portare avanti questo percorso parallelamente all’organizzazione del trentennale ha richiesto un significativo impegno organizzativo e amministrativo, ma abbiamo ritenuto importante investire in entrambe le iniziative, nella consapevolezza che potessero valorizzarsi reciprocamente».
La Serenada a sos Isposos, la rappresentazione dell’antico matrimonio olianese, il concerto di Maria Luisa Congiu, la rassegna dedicata ai gruppi mini folk e la parata dei Gegants catalani sono stati alcuni dei momenti più partecipati di un programma che ha contribuito a creare un clima di festa diffuso in tutto il paese. La presenza della comunità di Oliana ha permesso allo scambio costruito durante l’anno di uscire dalla sua dimensione istituzionale e diventare esperienza condivisa con il pubblico.
Particolare significato ha assunto la partecipazione dei più giovani alla rassegna mini folk. Bambini e ragazzi provenienti da diversi paesi della Sardegna hanno riportato nelle strade e sul palco balli, abiti e tradizioni popolari, mettendo al centro una questione che riguarda direttamente il futuro di questo patrimonio: la sua trasmissione alle nuove generazioni.
La parata dei Gegants ha rappresentato, allo stesso modo, uno dei segni più riconoscibili del percorso costruito tra Oliena e Oliana. Al centro dello scambio anche Lussugliu, il nuovo Gegant che unisce la tradizione catalana dei giganti all’abito tradizionale maschile e alle musiche di Oliena. Lussugliu resterà nel paese e saranno anche i giovani olianesi, formati attraverso il rapporto con la comunità catalana, a mantenerne viva l’animazione. Il percorso rientra nel progetto “BCG – Su Ballu Cantau e els Gegants: voci e passi in festa”, realizzato grazie al sostegno dell’Unione Europea e della Regione Autonoma della Sardegna.
Il trentennale, tuttavia, è stato pensato anche come occasione per interrogarsi su ciò che accade dopo la manifestazione. Da questa esigenza è nato il convegno “Il futuro di Autunno in Barbagia”, che giovedì 10 settembre all’Hotel Su Gologone, con il coordinamento di Sandro Usai, ha riunito amministratori, istituzioni e operatori per discutere delle prospettive del circuito. L’incontro, organizzato dal Comune di Oliena in collaborazione con la Camera di Commercio di Nuoro e ASPEN – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro, ha posto al centro il valore che la manifestazione riesce a lasciare nei territori, insieme alla qualità dell’offerta, all’artigianato, alla mobilità, all’accessibilità e alla necessità di una maggiore collaborazione tra i paesi.
«L’appuntamento di giovedì ha voluto lasciare qualcosa oltre la festa: un momento di confronto tra i paesi del circuito per ragionare insieme sul futuro di Autunno in Barbagia», aggiunge Puligheddu.
Il punto emerso dal confronto è infatti quello di andare oltre la sola misurazione dell’affluenza. La capacità di richiamare un grande pubblico resta una componente importante del successo della manifestazione, ma la prospettiva indicata a Oliena è capire sempre meglio che cosa rimane nei territori quando l’evento termina: acquisti e ordini che proseguono nel tempo, nuovi contatti per artigiani e produttori, visitatori che scelgono di tornare, conoscenza dei luoghi e delle loro produzioni, relazioni capaci di continuare oltre il fine settimana.
Dal convegno è arrivato anche un primo impegno concreto: la Camera di Commercio di Nuoro si farà carico di un nuovo percorso di analisi dei dati, per disporre di strumenti più precisi con cui leggere gli effetti della manifestazione e orientarne le scelte future. Un percorso che accompagna il lavoro verso il 2027 e che prova a spostare progressivamente l’attenzione dal solo numero dei visitatori al valore che la loro presenza riesce a generare e lasciare nelle comunità.
Il trentennale si chiude così tenendo insieme due dimensioni. Da una parte il successo di una manifestazione che ha riportato migliaia di persone nelle strade e nelle Cortes di Oliena; dall’altra la necessità di trasformare questa capacità di attrazione in una relazione più lunga tra chi visita il paese e il territorio che lo accoglie. Una relazione che non è soltanto economica, ma anche culturale, umana e sociale.
«Il trentennale deve essere un punto di partenza per continuare a far evolvere Cortes Apertas e trasformare la grande partecipazione di questi giorni in opportunità per il territorio durante tutto l’anno», conclude Annarita Magrini. «Dobbiamo valorizzare sempre di più artigianato, produzioni locali, enogastronomia e tradizioni, creando le condizioni perché chi scopre Oliena durante Cortes scelga di tornare e vivere il nostro territorio in altri periodi dell’anno. È questa la sfida che ci attende per il futuro».
