Prima Donigala, poi la pineta di Tancau sul Mare. La quinta edizione di CostellAzioni Letterarie si è chiusa attraversando due luoghi diversi e trovando in entrambi lo stesso pubblico. Nemmeno i quaranta gradi hanno cambiato il ritmo del festival: incontri seguiti fino all’ultima domanda, libri passati di mano in mano e il concerto finale dei The Mojo Workers davanti a una platea rimasta fino all’ultimo brano.
L’apertura, davanti alla chiesa di Santa Barbara, è stata affidata alla voce di Silvano Vargiu e alle musiche di Peppe Migliannu. La ballata dei pastori soldati di Francesco Masala ha riportato al centro una storia di guerra, dignità e memoria. Poco dopo Claudio Bagnasco, in dialogo con Giusy Ferreli, ha presentato Fare il possibile, un romanzo che attraversa le scelte della vita e le possibilità che ognuno continua a portare con sé.
La piazza si è trasformata quindi in una sala cinematografica per la proiezione di Su Maistu, il documentario di Gianfranco Cabiddu dedicato a Luigi Lai, prodotto da Sandro Bartolozzi per Clipper Media in collaborazione con Backstage. Il film è proseguito oltre i titoli di coda con le parole del regista e di Luigi Lai.
A novantaquattro anni, Luigi Lai ha parlato della musica, degli incontri e dei maestri che hanno accompagnato la sua vita. Ascoltarlo ha fatto bene. Per la semplicità delle sue parole e per la curiosità con cui continua a guardare il mondo. Il maestro delle launeddas ha ricordato che si può attraversare il tempo conservando il desiderio di imparare e di trasmettere agli altri ciò che si è ricevuto. Una lezione arrivata senza formule, attraverso il racconto di una vita.
Sabato il festival si è spostato nella pineta di Tancau sul Mare. La giornata è cominciata con il Circo a tre ruote di Riky Riccardo Tanca, dedicato a bambine, bambini e famiglie. Poi sono arrivati i libri e il pubblico ha continuato a seguire gli incontri, fermandosi tra una presentazione e l’altra, sfogliando i volumi appena acquistati e proseguendo conversazioni nate davanti al palco.
Graziella Monni, in dialogo con Valeria Pecora, ha presentato La ragazza della solitudine. Fabio Bacà e Francesca Pala, accompagnati da Mariantonietta Piga, hanno portato il confronto sulle fragilità del presente. Silvia Bottani, Lorenza Ghinelli e Anna Pavignano, intervistate da Carlotta Lucato, hanno raccontato vite capaci di cambiare direzione, mentre Andrea Deiana e Valeria Usala, insieme a Michela Girardi, hanno riportato lo sguardo sulla Sardegna, sulle appartenenze e sui luoghi che continuano a vivere nelle storie delle persone.
Tra gli incontri più attesi quello con Donatella Bianchi, intervistata da Matteo Porru. A pochi passi dal mare, la giornalista e divulgatrice ha parlato di ambiente, tutela e responsabilità, ricordando come la conoscenza sia il primo passo per custodire ciò che rende unico un territorio.
«Il pubblico che ha accompagnato CostellAzioni nelle due giornate è il risultato più bello di questa edizione», afferma il sindaco di Lotzorai Cesare Mannini. «Dietro il Festival c’è il lavoro di tante persone: lo staff, i volontari, le associazioni, i tecnici e quanti hanno curato l’accoglienza, gli allestimenti e ogni dettaglio organizzativo. A loro va il ringraziamento dell’amministrazione comunale, insieme agli autori, agli artisti, agli sponsor e ai partner che continuano a credere in questo progetto. CostellAzioni cresce grazie a questo lavoro condiviso e a una comunità che ogni anno sceglie di esserci.»
Le degustazioni hanno accompagnato entrambe le giornate con i vini delle Tenute Perda Rubia, i piatti e i dolci preparati dal Gruppo Solidale di Lotzorai, il Miele d’Ogliastra di Giovanni Arzu e l’olio extravergine Olivina di Stefania Tangianu.
CostellAzioni Letterarie è organizzato e promosso dal Comune di Lotzorai con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.
Per due giorni Donigala e Tancau sul Mare hanno raccontato la stessa storia. Che i libri possono abitare una piazza, una pineta, una comunità. E che quando questo accade, il festival continua anche dopo l’ultimo applauso.
